Abramo disegni da colorare

 
         
 
   

La storia di Abramo copre nella Bibbia i capitoli che vanno dal decimo al venticinquesimo dove abbiamo le notizie della sua morte. Le prime notizie sono scarne e schematiche si racconta di suo padre Terach che genera appunto Abramo, Nacor e Aran, delle mogli che rispettivamente prendono Abramo Sarai e Nacor Milca; di Sarai si dice subito che era sterile e che non aveva figli. Terach prende Abramo con Sarai sua nuora e Lot ed esce con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese Canaan, arrivano a Carran e lì si stabiliscono. Così terminano le notizie  nel capitolo Undici.Ma è chiaro che l’interesse dell’autore sacro non è quello di darci qualche notizia sul personaggio che ci interessa, quanto invece di stabilire il rapporto di Dio con Abramo. Infatti il racconto prosegue con Dio che chiama Abramo ad uscire dal suo paese, dalla sua patria e dalla casa di suo padre per andare verso un paese che gli avrebbe indicato, di lui avrebbe fatto un grande popolo e che lo avrebbe benedetto, avrebbe reso grande il suo nome e sarebbe diventato una benedizione. Conseguentemente sarebbero state benedetti coloro che lo avrebbero benedetto e maledetti quelli che lo avrebbero maledetto ed in lui si sarebbero dette benedette tutte le famiglie della terra.Abramo parte con tutta la sua famiglia e quella di Lot, tutte le persone che si erano procurate in Carran. Attraversa Sichem e si ferma presso la quercia di More. Appare il Signore che gli comunica che avrebbe dato alla sua discendenza quel paese. Costruisce un altare e si accampa tra Betel ed Ai per trasferirsi nel Negheb. La carestia lo spinge in Egitto dove afferma che la moglie è sua sorella inducendo in errore gli Egiziani. Il Signore colpisce con molte piaghe il Faraone e la sua casa, questi affida Abramo ad alcuni uomini che lo accompagnano alla frontiera con la moglie e i suoi averi. Essendo esorbitante la ricchezza sua e di Lot, non potendo stare insieme, si dividono il territorio andando uno a destra e l’altro a sinistra. Lot va verso la valle del Giordano, Abramo verso la terra di Canaan evitando ogni discordia tra  le due famiglie. Come frutto di questa pacifica divisione il Signore spinge Abramo a guardare verso settentrione e verso mezzogiorno, verso oriente e verso l’occidente. Avrebbero posseduto tutto il paese che vedeva, sia lui sia la sua discendenza. Questa sarebbe stata come la polvere della terra e  poter contare la polvere della terra avrebbe significato poter contare la sua discendenza. Abramo si sposta con le sue tende e si stabilisce  presso le querce di Mamre. Libera Lot con tutti i suoi beni nella guerra dei quattro re e offre la decima al re Melchisedek che gli aveva offerto pane e vino e lo aveva benedetto nel nome del Dio altissimo, rifiuta l’offerta del re di Sodoma accettando soltanto ciò che spettava agli uomini che erano venuti con lui. Dai beni materiali si passa ai quelli umani e spirituali. Di fronte all’ennesima promessa da parte di Dio, Abramo fa notare che non ha figli e che il suo erede sarebbe stato il suo servo Eliezer di Damasco. Dio lo rassicura che la sua discendenza sarebbe stata numerosa come le stelle del cielo. Abramo “credette al Signore , che glielo accreditò  come giustizia”. Alla richiesta di come avrebbe saputo che avrebbe avuto in possesso quel paese il Signore gli ordina di prendere degli animali e offrirli in sacrificio. Dio gli comunica che i suoi discendenti sarebbero stati schiavi ed oppressi per quattrocento anni, che la nazione responsabile sarebbe stata giudicata da Dio, che sarebbero usciti pieni di grandi ricchezze, che lui avrebbe avuto una felice vecchiaia e che dopo quattro generazioni sarebbero tornati li per la cattiveria degli Amorrei. La sera al tramonto del sole Dio stipula un’alleanza con Abramo con il dono alla sua discendenza di quel paese che va dal fiume d’Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate.Sarai è sterile da Agar nasce Ismaele. Abram ha novantanove anni, Il Signore gli appare chiedendogli di camminare davanti a lui, lo esorta ad essere integro e avrebbe posto la sua alleanza con lui e lo avrebbe fatto diventare “numeroso molto, molto”. Abramo si china con la faccia a terra, il Signore si allea con lui, lo rende padre di una moltitudine di popoli e muta il nome in Abraam perché lo avrebbe reso padre di una moltitudine di popoli. Questa alleanza l’avrebbe dovuta osservare lui e la sua discendenza e come segno avrebbe avuto la circoncisione sia dei maschi nati in casa, sia dei maschi comprati. Dio promette la discendenza tramite Sarai a cui cambia il nome in Sara. Sia Abramo sia Sara “ridono” di questa promessa essendo avanzati in età e Sara è avvizzita. Dio si lamenta di questo sorriso e fa notare: “C’è forse qualche cosa impossibile per il Signore?”. La fede di Abramo si arricchisce di un altro capitolo, sembra per lui infatti una continua educazione alla fede. Il suo intervento presso Dio salva Sodoma dalla distruzione per la presenza di dieci persone buone.Nasce finalmente Isacco, Abramo ha il dispiacere di dovere allontanare Ismaele figli della schiava egiziana Agar. E’ ancora Dio che esorta Abramo a non dispiacersi di dovere allontanare Agar e suo figlio perché da Isacco Dio avrebbe creato una stirpe ed anche del figlio della schiava avrebbe fatto una grande nazione. Nel deserto Dio soccorre Agar a corto di acqua, facendole vedere un pozzo che avrebbe dissetato madre e figlio. Questi cresciuto prenderà una moglie dal paese d’Egitto. Dio prova la fedeltà di Abramo chiedendogli di offrire in sacrificio il figlio Isacco. Abramo fiducioso compie quanto Dio gli chiede e viene fermato dall’angelo al momento dell’uccisione della vittima, che gli fa vedere un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Dio ripromette ad Abramo, poiché non gli ha rifiutato l’unico figlio, ogni benedizione e una discendenza “molto numerosa” e che  per la sua obbedienza in lui sarebbe state benedette tutte le nazioni della terra. Dopo ciò Abramo si ritira e si stabilisce a Bersabea. Compra il terreno per la propria sepoltura, provvede a che Isacco abbia una moglie tra le figlie di Canaan e muore all’età centosettantacinque anni. E’ una lunga vita quella di Abramo, condotta passo dopo passo da Dio per realizzare la sua volontà, coinvolgendo in tutto questo le generazioni future, la sua discendenza e tutti i popoli, diventando per tutti fonte di salvezza(Don Leone Calambrogio).