Nostro Signore Gesù Cristo
Re dell’universo
Ez 34,11-12.15-17; Sal 22,1-6;1Cor 15,20-26.28; Mt 25-31-46.

… fascerò quella ferita e…avrò cura della grassa …
Con la festa odierna si chiude l’anno liturgico 2010-2011. Gli eventi commemorati ci hanno presentato tutta l’attività di Gesù nei suoi misteri. Abbiamo percorso il tempo in sua compagnia cercando di capire sempre di più il nostro rapporto con lui e il senso da dare alla nostra vita. La festa di Cristo Re, oltre a farci vedere la figura di Cristo nella sua totalità riguardo alla creazione, ci esorta a ricordarci che tutto quello che esiste, esiste perché fatto per mezzo di Lui ed in Lui. Ezechiele, assumendo la figura del pastore, tratteggia abbastanza bene il rapporto del pastore con le sue pecore, immagine del rapporto tra noi e Cristo. Il pastore conosce le sue pecore una ad una, le conduce al pascolo, le cura nelle varie necessità, non ha preferenze perché le pasce con giustizia. Questa immagine del pastore deve farci riflettere sul nostro rapporto con Cristo. Ezechiele descrive un rapporto personalizzato, caldo e di intima conoscenza fino a un Dio che giudica fra pecora e pecora, fra montoni e capri. Contro ogni solitudine noi cristiani dovremmo essere testimoni di questo rapporto con Cristo, svestendolo da ogni formalismo, da ogni intellettualismo. Un’altra immagine ci deve far pensare: quella del Vangelo, dove, sempre usando l’immagine del pastore che separa pecore e capre, ci riporta al rendiconto finale. Renderemo conto a Dio del nostro operato. Il criterio di giudizio sarà di sapere se nel fratello abbiamo visto Cristo. Se tutto quello che abbiamo fatto dimostra che abbiamo agito guardando nell’altro il fratello e in lui la presenza di Gesù, allora il giudizio di Dio nei nostri confronti sarà buono. Ritengo che noi cristiani abbiamo molto da riflettere sulla nostra vita cristiana e su quello che abbiamo fatto per gli altri e come ci siamo rapportati a loro(Don Leone Calambrogio).

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