Anno Liturgico 2011-2012
I Dom di Avvento / B 27.11.2011
Is 63,16b-17.19b; 64,2-7; Sal 79,2-3.15-16.18-19;1Cor 1,3-9; Mc13,33-37.
… Tu Signore sei nostro Padre …
L’anno nuovo si apre con la figura di Dio Padre che viene presentato da Isaia. Alla figura del Padre si accosta il rimprovero, dolce e vellutato del suo popolo che gli addebita la mancanza di guida perché lo ha lasciato vagare lontano dalle sue vie, per permettere che il suo cuore si indurisse e conseguentemente perdesse il suo timore. Da qui scaturisce il desiderio che Egli, Padre, ritorni per amore dei suoi servi, per amore delle tribù, sua eredità. Il ricordo storico di quanto ha fatto per il suo popolo, diventa lo stimolo per riscoprire il suo amore. Egli compiva cose terribili che non attendevano e con la sua venuta i monti aveva sussultato. Ma soprattutto nessuno ha mai udito o veduto quello che ha fatto per chi confida in Lui: E’ andato incontro a chi pratica la giustizia con gioia e si ricorda delle sue vie. Il comportamento errato da parte del popolo aveva comportato che nascondesse il suo Volto da loro e li abbandonasse in balia delle loro iniquità. Ma gli ricordano che Egli è loro padre, che essi sono argilla e che Egli è colui che li plasma: “tutti noi siamo opera delle tue mani”.San Paolo ci ricorda che questa opera misericordiosa si è compiuta in Gesù Cristo, in lui siamo stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parole e quelli della conoscenza. Siamo quindi in grado di comportarci come si deve perché abbiamo il modello e gli strumenti che ci consentono di restare saldi fino alla fine e irreprensibili per il giorno del Signore. Dio è degno di fede perché siamo stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo. Da qui deve scaturire la nostra vigilanza per non allontanarci dalle vie del Signore, vegliando e cercando di cogliere ciò che i tempi ci suggeriscono. Bisogna tenere lo sguardo verso Dio, verso i fratelli e verso le loro necessità, se vogliamo praticare la paternità di Dio e la comunione con Gesù Cristo.
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