Epifania del Signore 6.1.2012

Is 60,1-6; Sal71,1-2.7-8.10-13; Ef 3,2-3a.5-6;Mt 2,1-12.

… Salvi la vita dei miseri …

La terra è ricoperta dalle tenebre, i popoli sono avvolti da nebbia fitta mentre Gerusalemme deve rivestirsi di luce perché su di lei risplende Il Signore, la sua gloria appare su di lei. Gerusalemme ha scelto Dio per questo motivo non ha tenebre né nebbia. Il Signore è con lei. Senza Dio tutto è arbitrio, la legge del più forte prevale su tutto, la miseria attanaglia i più, la distinzione tra ricchi e poveri significa schiavitù per i poveri, asservimento dell’uomo all’uomo, vedi vecchie e nuove schiavitù, le leggi diventano puro formalismo. Con l’avvento di Dio sulla terra tutto cambia. La sua presenza significa riequilibrio della situazione umana, ricerca di ciò che veramente vale, certezza per i miseri di avere giustizia, pace per tutti. Questo significa l’irruzione di Dio nella società. Ma tutto deve essere fatto col rispetto dell’uomo e delle sue libere scelte. Sta a tutti quelli che sono di buona volontà e che hanno sposato la causa di Dio e dell’uomo di testimoniarla e portare avanti la presenza di Dio su questa terra.  Paolo nel brano della lettera agli Efesini, ricorda che a lui è stato affidato un ministero a loro favore. A lui è stato fatto conoscere il mistero, che non è stato fatto conoscere alle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito, e cioè che le genti sono chiamate in Cristo Gesù a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del vangelo. Questo ministero e mistero non riguarda soltanto gli Efesini, ma riguarda tutto il genere umano. Esso passa alla chiesa e a tutti noi e noi dobbiamo trasmetterlo alle generazioni future. Ricordare la festa della manifestazione di Dio agli uomini significa ricordarci del ministero e del mistero affidatoci per trasmetterlo ed operare perché giustizia e pace regnino nel mondo(Don Leone Calambrogio)