I Vangeli Sinottici, ciooè quelli redatti da Matteo, Marco e Luca, ricordano che nel ritmo frenetico della giornata di Gesù, c’è sempre posto per la preghiera. Gesù prega nelle ore della giornata in cui può raccogliersi in raccoglimento. Di buon mattino, lascia il villaggio di Cafarnao per isolarsi su qualche colle circostante ed affondare il suo sguardo amoroso nell’amore del Padre Celeste. Essendo vero uomo, anche il contatto con la natura lo aiuta a pregare respirando e gustando nel silenzio la pace che sanno infondere le prime luci dell’alba sui colli che si elevano attorno al mare di Galilea.In tutti i momenti importanti e decisivi della sua rivelazione e missione, Gesù prega e mostra un unione profonda col Padre che chiama “Abbà”, che significa: “Papà”. Questo avviene quando viene battezzato da Giovanni , alla trasfigurazione, nel Getsemani e sulla croce, prima di eleggere i dodici , prima della confessione di Pietro a Cesarea di Filippo, prima di compiere i miracoli, nella cena prima della passione ed in tantissimi momenti che solo gli angeli di Dio possono catalogare.Gesù si rivolge al Padre coll’appellativo dolce e familiare di “Abbà”, termine mai usato prima nella preghiera per invocare Dio(www.donatocalabrese.it). |
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