Marco non ha fatto parte del gruppo che accompagnava Gesù. Ha conosciuto questa storia grazie a Pietro, che era presente. Marco scrive circa quarant'anni più tardi e per persone che abitano a Roma e non capiscono l'aramaico, la lingua parlata da Gesù. Ecco perché egli deve tradurre la frase che Gesù dice alla ragazza: " Talità kum ". Per tradurla egli usa due termini: "Destati" e poi Messa si alzò". Destarsi e alzarsi sono gli stessi verbi che gli apostoli e i primi cristiani hanno usato per parlare della risurrezione di Gesù: "Egli si è destato. Si è alzato dai morti ". Alla luce della fede nella risurrezione i lettori di Marco possono capire meglio quello che dice Gesù davanti alla figlia di Giairo: "Non è morta. Dorme". Essi sanno che la morte è solo un sonno da cui Dio può destarci. Sanno che la potenza di Dio agisce in Gesù. Ma c'è una differenza fondamentale tra la storia della risurrezione della figlia di Giairo e quella di Gesù. La ragazza si desta per continuare la sua vita sulla terra, ma morrà di nuovo. Gesù risorto, invece, è stato trasformato totalmente e vive una vita nuova. Per lui non ci sarà più morte alcuna. I cristiani che leggono il racconto di Marco riprendono coraggio davanti alla morte dei loro cari e alla loro stessa morte. Sanno che Dio li risusciterà, e non per continuare una vita terrena come la figlia di Giairo, ma per vivere una vita senza fine come Gesù risorto(www.santamariamaggiorefrancavilla.it).

 
 
 
 
 
 
 
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