Non dobbiamo e non possiamo fermarci a “pescare” sempre nello stesso mare e nello stesso posto. Occorre muoverci, sperimentare altre strade, tirare fuori le nostre risorse. Anche una sconfitta noi la possiamo sconfiggere. Non deve mai essere la delusione, la rassegnazione o la passività, la nostra ultima parola, ma sempre deve essere penultima perché c’è altro. Ma per scoprirlo occorre navigare, andare, sfidare, accogliere l’invito di Gesù. Non c’è altro modo di vedere cosa c’è in fondo ad una strada che percorrerla. Questo vale nella vita di ognuno soprattutto dei discepoli. Ma seguire il Maestro è sempre più facile perché comunque si seguono delle orme che ci precedono. Anche questa condizione se si verificasse, sarebbe un’altra pesca miracolosa, saremmo noi stessi ad essere stati pescati dall’amore di Dio. Difatti Gesù promette a Simone, ossia Pietro: “Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini(Don Benito Giorgetta).

 
   
 

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